Di Marco Galardini
IMPERIA (IM). Dal recente rapporto Ecomafia 2026 firmato da Legambiente emerge una fotografia della Liguria a due velocità, dove la quantificazione formale dei reati non sempre coincide con l’incisività dell’azione sanzionatoria e di controllo sul territorio. Con 1.863 illeciti accertati nel 2025, la regione si posiziona all’ottavo posto della classifica nazionale dell’illegalità ambientale, incidendo per il 5,2% sul totale del Paese. In questo contesto variegato, la provincia di Imperia assume un ruolo del tutto peculiare. Se Genova guida la classifica regionale per numero di illeciti contestati con 963 reati, seguita da Savona e La Spezia, Imperia si colloca al quarto posto con 200 reati rilevati. Tuttavia, il dato che balza agli onori delle cronache e che caratterizza il territorio imperiese riguarda le attività di contrasto: ben 451 sequestri su un totale regionale di 617 portano la firma della provincia di ponente. Un numero vertiginoso se paragonato ai 93 del capoluogo genovese, ai 61 della Spezia e ai soli 12 del Savonese, a testimonianza di una vigilanza capillare e severa. Analizzando i singoli comparti, il ciclo del cemento vede la Liguria al dodicesimo posto nazionale con 317 reati complessivi. Anche in questo settore Imperia spicca per l’efficacia dell’azione cautelare, registrando 34 dei 53 sequestri regionali totali a fronte di 49 illeciti contestati. Nel ciclo dei rifiuti la provincia si conferma presente con 69 contestazioni, collocandosi dietro Genova, Savona e La Spezia in un quadro regionale che vale il 3,7% dei reati nazionali. Particolarmente allarmante è invece il capitolo relativo ai reati contro gli animali, che proietta la Liguria al secondo posto assoluto in Italia, subito dietro la Sicilia, con il 9,8% delle contestazioni nazionali. Nell’ambito di questo triste primato, Imperia registra 40 reati ma si distingue per un evento unico a livello regionale: è proprio nell’Imperiese che è stato eseguito l’unico arresto ligure dell’intero comparto nel 2025. I dati del rapporto Ecomafia restituiscono l’immagine di un territorio, quello imperiese, fortemente esposto alle pressioni ambientali ma al tempo stesso presidiato da un’attività repressiva senza pari in regione. La sproporzione tra reati accertati e sequestri eseguiti dimostra come la determinazione delle forze dell’ordine possa trasformare una provincia periferica nel principale baluardo ligure a difesa della legalità e del patrimonio naturale.
Fonte: https://www.corriere24ore.it Corriere di Imperia